Essere patrioti negli anni ’20

Il bello del vivere in questi anni per un italiano è anche il ritorno di alcuni termini vetusti imparati alle elementari e con il libro Cuore. La patria e i patrioti per esempio.

Io non so se chi si mette in bocca queste parole nel 2022 si rende davvero conto di quello che dice.

Secondo la Treccani il patriota è: Persona che ama la patria e mostra il suo amore lottando o combattendo per essa.

Vi invito a leggere il significato di patria direttamente dalla Treccani: Patria , è incredibile quanti argomenti di discussione e di riflessione possono scaturire dalla semplice lettura del significato delle cose.

Lottare e combattere per qualcosa è di per sé un’attività faticosissima, sarà bene che ne valga la pena perché se mi devo far ammazzare per una causa che sia perlomeno buona!

La prima definizione di patria che troviamo non potrebbe essere più imprecisa: Con il termine PATRIA si intende il territorio al quale ciascuno sente di appartenere per nascita, lingua, storia e tradizioni.

Intanto, evidentemente, si parla di senso di appartenenza, quindi è qualcosa che si decide e assolutamente soggettivo. Io potrei zoommare al minimo sulla definizione, il territorio, Pisa di sicuro, ma mettiamoci pure Tirrenia e San Giuliano. Se territorio dev’essere che sia quello in cui sono cresciuto e di cui ho molti ricordi.

Tutti sanno che Dante ha imparato l’italiano dai Pisani (non lo sapevate?) quindi ovviamente la lingua che mi appartiene è il Pisano, ovvero il vero italiano. C’è un motivo se i pisani sono odiati in tutta la Toscana suvvia!

Storia e tradizioni, già qui si va sul difficile. Cosa vuol dire la storia che ti appartiene? Quella che ti insegnano a scuola o quella che ha mosso profondamente il tuo animo per mille e più ragioni?

Le tradizioni poi, mi piace ricordare la storia della Carbonara, la mitica pasta che è quintessenza di tradizione, inventata durante l’invasione americana durante la seconda guerra mondiale, perché era quello che si poteva dar da mangiare ai soldati americani, pasta, uova pecorino e il bacon portato dagli Yankees. Eh si, la prima carbonara veniva fatta con il bacon americano. Una tradizione che ha meno di cento anni. Le tradizioni di solito sono puttanate. La carbonara è ottima, la tradizione della carbonara è una stronzata.

Il problema è che il concetto stesso di Patria e Patriottismo poteva andare bene fino a cento anni fa, in un mondo che per forza di cose era più piccolo, un mondo che la stragrande maggioranza delle persone poteva vivere nella sua città, in cui la lingua che si parlava era una sola, in cui la cultura a cui si veniva esposti era limitata a ciò che poteva arrivare con la tecnologia del tempo.

Un mondo in cui si conosceva poco o nulla delle culture esterne, dei paesi esterni, delle lingue di altri popoli e di come essi pensavano o agivano. Il mondo era piccolo e si era tutti ignoranti, e si aveva paura di chi non si conosceva e non si poteva capire.

E allora la necessità di avere una patria da difendere definita dal territorio e dalla lingua, e dalle usanze (le tradizioni sono solamente usanze che per qualche oscuro motivo che ignoro, hanno acquisito una sopravvalutata dignità).

Ribadisco che qui siamo nel campo della più pura soggettività, però azzardo a ipotizzare che nel 2022 il territorio in cui uno nasce non ha più alcuna rilevanza sul senso di appartenenza. Ci si può abituare a un territorio, lo si può amare o odiare (o entrambe le cose) ma il territorio non è più limitante, men che meno per noi Europei o che comunque facciamo parte della comunità europea. Io adoro passeggiare per i vicoli di Pisa quando ogni tanto ci torno, e il mio cuore si riempie sempre di un misto di nostalgia e bellezza. Ma lo stesso mi accade quando passeggio sulle spiagge dell’Elba o quando mi trovo in piazza Dam. I luoghi generano sentimento perché li hai vissuti, non perché sei nato in una nazione che li racchiude.

Passeggiare per la zona industriale di Bergamo per me ha lo stesso potere emotivo di girare per la zona industriale di Detroit. Emotivamente è più appagante andare dal dentista.

Perché dovrei essere un patriota nel 2022?

2 pensieri su “Essere patrioti negli anni ’20

  1. simonemorganti

    Concordo sull’obsolescenza del concetto di Patria, così come conosciuto in origine; tuttavia, rimane necessario per una popolazione avere un senso comune di appartenenza, sia esso la religione, la Patria o altro. La scusa della Patria, quindi, a mio avviso rimane assai utile dal punto di vista del “team building” sociale.

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    1. C’e’ un elemento che a me non convince. Perche’ sarebbe “necessario” per una popolazione avere un senso comune di appartenenza? L’unico motivo per cui la potrei ritenere una cosa utile e’ per fare la guerra. Nonostante gli ultimi mesi siamo ancora una nazione post-storica. L’economia e’ ormai globale e basta vedere cosa sta succedendo in UK post-Brexit per capire che un certo tipo di unita’ nazionale causa solo danni. Quindi la domanda rimane, perche’ e’ necessario avere un senso comune di appartenenza?

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